La scomparsa di Carlo Petrini, fondatore di Slow Food e figura centrale del pensiero gastronomico contemporaneo, ci invita oggi a riaprire una pagina preziosa della memoria di Terranima. Una storia che parla di visione, cultura del cibo e di un tempo in cui Bari fu teatro di un confronto gastronomico di altissimo profilo.
Terranima ne fu lโepicentro. Una serata, in particolare, รจ rimasta impressa nel nostro album della memoria: il 6 settembre 2013.
Quella sera arrivรฒ Carlo Petrini, uomo che ha cambiato profondamente il modo di guardare al cibo, restituendogli valore culturale, sociale e identitario. Quella data custodisce un frammento importante della storia gastronomica pugliese e del legame tra il nostro ristoro pugliese e il mondo Slow Food.
Ad accogliere โCarlinโ cโera Piero Conte, storico patron di Terranima, che nel 2008 aveva dato vita a questo progetto insieme a Georgia Colombo, elevando il ristorante a luogo riconoscibile per autenticitร , accoglienza e attenzione alla cultura gastronomica del territorio.
Le immagini di quella serata raccontano piรน di qualsiasi didascalia. Lโabbraccio tra Piero Conte e Carlo Petrini. Le conversazioni allโingresso del locale. La convivialitร attorno alla tavola. I volti di una comunitร che condivideva una visione precisa del cibo: non semplice consumo, ma racconto, identitร , responsabilitร .
Terranima, in quegli anni, rappresentava giร un punto di riferimento importante per chi credeva in una cucina legata alla stagionalitร , alla filiera, ai piccoli produttori e alla memoria gastronomica dei luoghi. Non a caso, quella sera, Terranima accolse figure autorevoli del panorama enogastronomico e istituzionale pugliese. Tra queste Pietro Zito, chef e patron dellโosteria Antichi Sapori di Montegrosso (Andria), riferimento assoluto della cucina territoriale italiana, e Nichi Vendola, allora presidente della Regione Puglia.
Tra quelle fotografie compare anche una giovane Georgia Colombo, con la parannanza Slow Food, immagine che oggi assume un significato ancora piรน forte. Perchรฉ la storia di Terranima non รจ fatta di episodi isolati, ma di continuitร . Nel 2021, dopo la scomparsa di Piero Conte, Georgia Colombo ne ha raccolto lโereditร , rilevando il ristorante e lo storico, adiacente caffรจ letterario Batafobrle. Oggi ne รจ lโanima e la padrona di casa.
Guardare oggi queste immagini significa riconoscere una traiettoria coerente. Abbiamo sempre creduto che la cucina pugliese non fosse mero folklore da esibire, ma patrimonio vivo da custodire, interpretare e raccontare.
Per questo il passaggio di Carlo Petrini da Terranima non rappresenta soltanto un bel ricordo. ร la testimonianza concreta di una sintonia valoriale. Di un tempo in cui Bari seppe essere luogo di confronto gastronomico alto, autentico, visionario. E di un ristorante che, ieri come oggi, continua a credere che lโospitalitร sia un prezioso fondamento della cultura gastronomica pugliese e italiana.
A Carlo Petrini va oggi il nostro saluto piรน sincero e riconoscente. Per ciรฒ che ha seminato nelle coscienze, nelle tavole, nei territori. Per aver insegnato che mangiare deve essere anche un atto culturale, etico e profondamente umano. Per aver restituito dignitร ai territori, voce ai piccoli produttori, valore al tempo lento delle cose fatte per bene.
Quel giorno, a Terranima, si sedette alla nostra tavola una visione del mondo. E quella visione, oggi piรน che mai, merita gratitudine.
Ciao Carlin.








